LE PRINCIPALI NOVITA' DEL DECRETO MINNITI DL 17 febbraio 2017, n. 13

Di seguito le principali novità introdotte con il Decreto legge Minniti sull'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonche' per il contrasto dell'immigrazione illegale, pubblicato con Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 2017  

 

1.    SEZIONI SPECIALIZZATE – la legge prevede l’istituzione di sezioni specializzate presso 14 tribunali italiani in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, composte da Giudici, scelti tra i magistrati con specifiche competenze in materia. Le sezioni sono competenti in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue, di impugnazione del provvedimento di allontanamento avverso cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza, di riconoscimento della protezione internazionale, di mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari, di diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, di accertamento dello stato di apolidia e di accertamento dello stato di cittadinanza italiana.

 

2.    SEMPLIFICAZIONE DEL GIUDIZIO - per la semplificazione e l'efficienza delle procedure davanti alle commissioni territoriali, la legge prevede il rito camerale, stabilendo i casi nei quali è prevista l'udienza orale e riducendo da 6 a 4 mesi il termine entro il quale il procedimento deve concludersi, con decreto che rigetta il ricorso ovvero che riconosce lo status di rifugiato o di persona cui è accordata la protezione sussidiaria. Contro il decreto è escluso l’appello e può esperirsi soltanto il ricorso in Cassazione entro 30 giorni.

 

3.    NOTIFICA DEGLI ATTI – semplificate le procedure per la notifica degli atti delle Commissioni territoriali, compresi quelli indirizzati ai c.d. "irreperibili", che si perfezioneranno solo in seguito a deposito per 20 giorni presso le questure.

 

4.    CENTRI DI PERMANENZA PER IL RIMPATRIO - scompaiono i Cie - Centri di identificazione ed espulsione – a favore dei CPR - Centri di permanenza per il rimpatrio - che saranno distribuiti sull'intero territorio nazionale, in aree esterne ai centri urbani, che avranno capienza limitata (100-150 posti al massimo) e dovranno garantire condizioni di trattenimento che assicurino l'assoluto rispetto della dignità della persona. Al Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sono riconosciuti i più pieni poteri di verifica e di accesso alle strutture.

 

5.    INSERIMENTO SOCIALE – ai prefetti, d'intesa con i Comuni interessati, spetta la promozione di iniziative utili all'implementazione dell'impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali.

 

6.    ISTITUZIONE DEI 'PUNTI DI CRISI – è prevista l’istituzione di strutture per le esigenze di soccorso e di prima assistenza degli stranieri clandestini. I c.d. Punti di Crisi si occuperanno del rilevamento foto dattiloscopico e segnaletico dei migranti e il rifiuto reiterato di sottoporsi al rilevamento configurerà rischio di fuga, consentendo il trattenimento nei centri.

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