Consiglio di Stato, Terza Sezione, Sentenza n. 1874 dell'11 maggio 2016 - E’ legittimo il rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana,  qua

Il Consiglio di Stato, nella sentenza pubblicata l’11 maggio scorso, ha affermato la piena discrezionalità circa la concessione della cittadinanza italiana da parte della Pubblica Amministrazione. Nel caso di specie, trattandosi di richiesta di cittadinanza conseguente alla residenza dello straniero in Italia da almeno dieci anni, all’Amministrazione va riconosciuto un potere ampiamente discrezionale nella determinazione conclusiva del procedimento, non sindacabile sotto il profilo dell’opportunità della scelta. Stante infatti la natura concessoria del provvedimento, a questo non corrisponde la sussistenza di un diritto soggettivo in capo al richiedente.

 

 

Pertanto, ai fini della valutazione sull’opportunità del rilascio, l’analisi della p.a. deve estendersi non solo alla capacità dello straniero di un ottimale inserimento nella comunità nazionale, ma anche alla correlata assenza di vulnus per le condizioni di sicurezza dello Stato. In questo senso, rilevano situazioni che, anche se non caratterizzate nell’immediato da concreta lesività per la sicurezza dello Stato, possano essere tali su un piano potenziale e/o di solo pericolo.

 

 

Nel caso di specie, la decisione negativa della p.a. si basava sul ruolo di segretario che il soggetto richiedente ricopriva all’interno di un’associazione, ritenuta vicina ad una organizzazione inserita nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.

 

 

Tale giudizio risulta da solo sufficiente per negare il riconoscimento della cittadinanza italiana all’interessato, a prescindere da ogni ulteriore considerazione, sia sulla sua condotta personale, sia sulla eventualità che l’associazione in questione possa svolga in concreto attività associative, che sfocino in vicende illecite penalmente rilevanti.

 

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