Cassazione civile, Sez. III 20 aprile 2016, n. 7785 - Invalidità del contratto stipulato a seguito di truffa.

Il contratto concluso per effetto di truffa di uno dei contraenti in danno dell’altro non è radicalmente nullo (art. 1418 c.c., e art. 640 c.p.), ma solo annullabile ex art. 1439 cod. civ. Il dolo costitutivo del delitto di truffa è lo stesso di quello che vizia il consenso dei contraenti, anche sotto il profilo dell’intensità. Anch'esso infatti consiste in artifici e raggiri diretti ad indurre in errore l’altra parte allo scopo di ottenere un ingiusto profitto. Di conseguenza, una truffa non è causa né di nullità né di inesistenza del contratto, ma, trattandosi di un vizio della volontà, può portare al solo annullamento del contratto.

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