Cassazione penale, sez. V, sentenza 12/01/2016 n° 890: false comunicazioni sociali.

"Nell’art. 2621 c.c. il riferimento ai ‘fatti materiali’ quali possibili oggetti di una falsa rappresentazione della realtà non vale a escludere la rilevanza penale degli enunciati valutativi, che sono anch’essi predicabili di falsità quando violino criteri di valutazione predeterminati o esibiti in una comunicazione sociale. Infatti, quando intervengono in contesti che implicano l’accettazione di parametri di valutazione normativamente determinati o, comunque, tecnicamente indiscussi, gli enunciati valutativi sono idonei ad assolvere una funzione informativa e possono dirsi veri o falsi”.
Si consiglia la lettura del Massimario della Corte di Cassazione:http://www.cortedicassazione.it/…/doc…/Relazione_V_03_15.pdf

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